Pensionata risana 78.000€ di debiti con la liquidazione controllata

Maria, nostra cliente di Trieste, grazie alla liquidazione controllata prevista dal Codice della Crisi, è riuscita a risolvere una grave situazione di sovraindebitamento pur percependo solo la pensione sociale.

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La situazione di Maria

Maria, nostra cliente di Trieste, proviene da un’agiata famiglia imprenditoriale. Dopo gli studi si è sposata ed ha preferito occuparsi della casa e della figlia, nata poco dopo il matrimonio. 

Purtroppo, come spesso accade, il rapporto con il marito entra in crisi e i due coniugi decidono di divorziare.
Maria sceglie di rientrare nel nucleo familiare dei genitori che per un lungo periodo le hanno assicurato quanto necessario al suo sostentamento e a quello della nipote. 

Quando ormai Maria ha superato i cinquant’anni, questa condizione di agiatezza viene improvvisamente meno. La società che faceva capo alla sua famiglia, dopo gravi difficoltà economiche, viene messa in liquidazione a causa dei debiti maturati soprattutto verso le banche, i cui finanziamenti erano stati garantiti da tutti i membri della famiglia, Maria compresa.

I motivi del suo sovraindebitamento

Le cause della crisi da sovraindebitamento della nostra cliente Maria sono riconducibili alla grave situazione debitoria dell’impresa di famiglia, di cui lei è garante e questo ha delle conseguenze anche sul suo patrimonio.
Dopo la liquidazione e l’escussione delle fideiussioni, tutti gli immobili sono stati venduti. Maria si è vista così costretta a trovare una sistemazione in affitto e a sopravvivere con enorme difficoltà in quanto non riusciva a trovare un’occupazione stabile e regolare a causa dell’età e della mancanza di esperienza. 

La nostra cliente ha subito anche un accertamento fiscale per la mancata indicazione di un conto bancario all’estero, riconducibile all’attività imprenditoriale della famiglia. 

Raggiunta l’età del pensionamento ha iniziato a percepire la pensione sociale di neppure 700 euro al mese. Attualmente vive in affitto assieme al compagno, anche lui in pensione, e si trova in una condizione di indigenza economica, nonostante in passato la sua condizione fosse agiata.

Come Ri.Analisi ha affrontato il sovraindebitamento di Maria

Quando si è rivolta a Ri.Analisi, Maria non aveva debiti verso banche o finanziarie, ma solo nei confronti dell’Agenzia Entrate, a causa dell’accertamento fiscale che ha rilevato un conto estero a lei intestato. 

Sono state emesse cartelle esattoriali nei suoi confronti per circa 78.000 euro, importo che lei non è in grado di pagare. Dopo aver analizzato la situazione, abbiamo valutato che la “rottamazione quater” o la rateizzazione del debito non sarebbero state soluzioni possibili, in quanto Maria non sarebbe stata in grado di versare le singole rate, considerata la sua attuale situazione di indigenza.
Per saperne di più sulla rottamazione, abbiamo dedicato un approfondimento sulle soluzioni ai debiti con il fisco.

La proposta individuata in questo caso è stata dunque l’accesso alla liquidazione controllata del CCII. Si tratta di un fresh restart, per ripartire da zero nel momento in cui si chiude la procedura. Quando viene approvata la procedura e viene nominato un liquidatore, il debitore è consapevole di dover pagare la quota mensile stabilita dal giudice e non è più assillato da nessuno dei creditori.

La sentenza di liquidazione controllata

Il Tribunale di Trieste ha riconosciuto che Maria versa in una condizione di sovraindebitamento poiché il suo patrimonio, tenuto conto dei beni liquidabili e della quota di reddito disponibile, non consente la soddisfazione dei debiti di 78.000 euro.

Tramite la consulenza di Ri.Analisi, Maria ha trovato la soluzione nella procedura di liquidazione controllata, grazie alla quale verserà ogni mese l’importo di 100 euro a favore dell’Erario e corrisponderà una quota del saldo dei conti correnti che ha insieme al convivente, pari a poco più di 3.800 euro.

Pagando la somma complessiva di € 7.400 euro nei prossimi 3 anni, Maria verrà liberata dai debiti e non dovrà più null’altro al Fisco.

Qui sotto alleghiamo sentenza dd. 25/08/2023 del Tribunale di Trieste.

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DATA PUBBLICAZIONE:
27 Novembre 2023